vetrina turistica sulla regione Liguria, fotografie delle più belle località della riviera ligure
giovedì 6 novembre 2025
Spotorno
sabato 3 maggio 2025
Differenze tra i Baci di Alassio e i Baci di Dama
I
Baci di Alassio e i Baci di Dama piemontesi sono entrambi dolci
tipici italiani formati da due semisfere unite da uno strato di cioccolato, ma
presentano differenze significative in ingredienti, consistenza e origine. Ecco
un confronto dettagliato:
Baci di
Alassio
- Origine: Liguria
(precisamente Alassio, provincia di Savona)
- Impasto: A base
di nocciole tostate, cacao, albume d'uovo, zucchero.
- Farcitura: Ganache al cioccolato (crema morbida
con panna e cioccolato fondente).
- Consistenza: Più
morbida e leggermente umida.
- Aspetto: Le due
semisfere sono rigate, a causa del sac à poche usato per formarle.
- Origine:
Piemonte (soprattutto Tortona, provincia di Alessandria)
- Impasto: A base
di farina di mandorle (o
nocciole), burro, farina, zucchero.
- Farcitura: Cioccolato fondente semplice fuso.
- Consistenza:
Più friabile e sabbiosa, simile a un frollino.
- Aspetto:
Liscio e più tondeggiante, compatto.
Curiosità sui Baci di Alassio
I Baci di Alassio furono inventati dal celebre
pasticcere Rinaldo Balzola,
fornitore della Casa Reale Savoia,
nei primi del '900. Il dolce nacque come souvenir raffinato per i turisti che
frequentavano Alassio, località di mare molto alla moda all’epoca. La ricetta
originale è stata tenuta segreta per molti anni ed è oggi marchio registrato, custodita da alcune
storiche pasticcerie liguri.
Una particolarità interessante è che, non contenendo farina, questi biscotti sono naturalmente privi di glutine, il che li rende adatti anche a chi ha intolleranze (previa verifica degli ingredienti usati).
Curiosità sui Baci di Dama Piemontesi
Il nome “baci di dama” nasce dal loro aspetto
romantico: due biscotti che si uniscono con il cioccolato, proprio come se si
stessero baciando. La ricetta è nata nel Piemonte
ottocentesco, a Tortona,
come modo creativo per valorizzare le nocciole locali, in particolare la Tonda Gentile delle Langhe.
Esiste anche una variante con mandorle al posto delle nocciole, più diffusa ad Alessandria. I baci di dama sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e fanno parte della cultura dolciaria piemontese. Le versioni tradizionali sono molto piccole, pensate per essere servite con il tè o con un bicchiere di vermut.
Curiosità comuni
Entrambi i dolci sono diventati simboli della
pasticceria artigianale italiana e vengono oggi proposti in moltissime
versioni, anche all’estero. Tuttavia, le versioni artigianali originali liguri e piemontesi restano le più
apprezzate dagli intenditori.
Sono perfetti da accompagnare a caffè, vini dolci come il Moscato, o come piccoli regali
gastronomici di grande eleganza.
giovedì 26 settembre 2024
Sanremo estate 2024
Sanremo: La Città dei Fiori e della Musica
Sanremo è una città italiana situata nella Liguria occidentale, lungo la
splendida Riviera dei Fiori. Conosciuta per il suo clima mite, il fascino
storico, e il suo importante contributo alla cultura italiana, Sanremo è una
delle destinazioni più iconiche del paese.
Dalla celebrità internazionale grazie al Festival della Canzone Italiana
alla sua bellezza naturale e architettonica, Sanremo incarna l’equilibrio
perfetto tra tradizione, intrattenimento e turismo.
La Storia di Sanremo
Le origini di Sanremo risalgono all’epoca romana, ma la città ha vissuto un
periodo di splendore nel Medioevo, quando si sviluppò il borgo della Pigna, il
nucleo storico. Durante il Rinascimento, Sanremo crebbe grazie al commercio e all’agricoltura,
in particolare con la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio.
Nel XIX secolo, la città si trasformò in una meta turistica di prestigio per
l’aristocrazia europea. Le famiglie nobili e ricche, attratte dal clima
piacevole, costruirono eleganti ville, molte delle quali si possono ancora
ammirare. Fu in questo periodo che Sanremo divenne famosa per la floricoltura,
dando origine al soprannome di Città dei Fiori.
Cultura e Architettura
Sanremo vanta un ricco patrimonio architettonico e culturale.
Luoghi di interesse principali:
- La Pigna:
il centro storico medievale di Sanremo, caratterizzato da vicoli stretti,
scalinate e piccole piazze, offre un’atmosfera autentica e suggestiva.
- La Chiesa Russa di
Sanremo: costruita a fine Ottocento per la comunità aristocratica
russa che frequentava la città, questa chiesa è un gioiello architettonico
con le sue cupole colorate e l’iconografia religiosa.
- Villa Nobel:
residenza dello scienziato Alfred Nobel negli ultimi anni della sua vita,
oggi è un museo che racconta la storia della sua vita e del famoso premio.
- Il Casinò di
Sanremo: un edificio in stile Liberty inaugurato nel 1905, il
Casinò è uno dei pochi in Italia e rappresenta un centro di
intrattenimento, cultura e storia.
La Città dei Fiori
La Fiera dei Fiori e altre manifestazioni floricole celebrano
questa eccellenza locale, rendendo Sanremo un punto di riferimento per gli
amanti della natura e del giardinaggio.
Eventi Sportivi
Sanremo è anche conosciuta per ospitare eventi sportivi di livello
internazionale:
- Milano-Sanremo:
una delle gare ciclistiche più famose e prestigiose al mondo. Lunga oltre
290 km, è una delle "classiche monumento" del ciclismo.
- Rally di Sanremo:
una competizione automobilistica che attira appassionati da tutta Europa.
- Eventi nautici e maratone: grazie alla posizione costiera, Sanremo ospita regate e altri eventi legati al mare, oltre a maratone e gare podistiche e di triathlon.
Gastronomia
La cucina di Sanremo è un’espressione della tradizione ligure, semplice e
genuina, basata su ingredienti freschi e locali.
Piatti tipici:
- Pesto alla genovese:
salsa a base di basilico, pinoli, aglio, parmigiano e olio d’oliva.
- Focaccia ligure:
morbida e fragrante, perfetta a colazione o come spuntino.
- Brandacujun:
un piatto a base di baccalà e patate.
- Vini locali:
in particolare il Vermentino e il Pigato, due vini bianchi perfetti per
accompagnare i piatti di pesce.
Turismo e Natura
Oltre alla storia e alla cultura, Sanremo offre splendidi paesaggi naturali.
- Le spiagge:
la città è una destinazione balneare molto amata, con spiagge attrezzate e
un mare cristallino.
- La pista ciclabile
del Parco Costiero Riviera dei Fiori: un percorso panoramico
lungo la costa, ideale per ciclisti e pedoni.
- Escursioni
nell’entroterra: i dintorni offrono percorsi immersi nella
natura, tra uliveti, borghi medievali e viste spettacolari.
Sanremo Oggi
Sanremo è una città vivace e dinamica, che sa coniugare il suo passato
glorioso con un presente fatto di eventi, turismo e innovazione. Ogni anno,
attira visitatori da tutto il mondo per i suoi festival, le sue bellezze
naturali e il suo fascino senza tempo.
Se cerchi una destinazione che offra un mix di cultura, relax e
divertimento, Sanremo è il posto perfetto.
Storia del Teatro Ariston
Il Teatro Ariston è stato progettato dall'architetto Alfredo Bianchini ed è stato aperto con il nome iniziale di "Teatro della Vittoria". La sua struttura è stata rinnovata nel corso degli anni, ma ha mantenuto un fascino retro che lo rende particolarmente suggestivo. L'Ariston è un esempio di architettura moderna che incarna lo spirito e l'eleganza della città di Sanremo.
Il Festival di Sanremo
Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, noto semplicemente come Festival di Sanremo, è stato istituito nel 1951 ed è considerato il concorso musicale più importante del paese. Il festival si svolge annualmente al Teatro Ariston ed è una vetrina prestigiosa per gli artisti italiani e internazionali. Oltre a essere un concorso canoro, il Festival di Sanremo è anche un grande evento televisivo, trasmesso in diretta su Rai 1, che attira milioni di spettatori ogni anno.
Il Teatro Ariston come simbolo
Il Teatro Ariston è diventato un simbolo non solo della città di Sanremo, ma anche della tradizione musicale italiana. Le sue porte si aprono ogni anno per accogliere migliaia di spettatori e per ospitare alcuni dei momenti più memorabili della storia musicale italiana. L’atmosfera che si respira dentro l’Ariston durante il festival è unica, con un mix di emozione, adrenalina e tradizione che rende l’evento ancora più speciale.
Impatto e Rilevanza
In sintesi, il Teatro Ariston è il cuore pulsante di un evento che affonda le sue radici nella tradizione, ma è anche capace di adattarsi ai cambiamenti della musica e dello spettacolo, confermando il suo status di icona culturale italiana.
domenica 21 luglio 2024
il Principato di Seborga
Seborga è un piccolo paese di poco più di 300 abitanti, situato a 12 km da Bordighera in provincia d'Imperia famoso per il suo tentativo di proclamarsi Stato indipendente, ma non è mai stato riconosciuto dall'Italia nazione in cui effettivamente si trova e ne fa parte.
Storia
· Origini Medievali: Seborga ha origini antiche, risalenti all'epoca medievale. Nel 954, il conte Guido di Ventimiglia donò il territorio ai monaci benedettini. Nel 1079, il villaggio divenne un principato feudale sotto il controllo dell'abbazia di Lerino, vicino a Cannes.
· Vendita ai Savoia: Nel 1729, Seborga fu venduta al Regno di Sardegna, che era governato dai Savoia. Questa transazione è stata una delle ragioni per cui i sostenitori dell'indipendenza di Seborga sostengono che il villaggio non sia mai stato formalmente integrato nel Regno d'Italia.
La motivazione principale che sta alla base della secessione del Principato di Seborga rispetto all'Italia fu la volontà degli abitanti di preservare e valorizzare la propria identità culturale e le proprie tradizioni, che erano state trascurate o ignorate dalle autorità italiane. In particolare, i cittadini di Seborga si sentivano trascurati dalla politica centrale, che aveva ridotto il ruolo e l'importanza del piccolo comune a livello amministrativo.
L'idea di dichiarare l'indipendenza e di creare un principato fu lanciata dal maestro d'ascia Giorgio Carbone, un personaggio pittoresco e amante della storia, che si ispirò alle vicende del Principato di Monaco per creare il suo progetto politico. Carbone iniziò a promuovere la proposta di indipendenza tra gli abitanti di Seborga, che gradualmente aderirono alla sua visione.
Nel 1963, il comune di Seborga tenne un'assemblea pubblica, durante la quale i cittadini del comune approvarono all'unanimità la proposta di creare un principato indipendente. Fu eletto un principe, il maestro d'ascia Giorgio Carbone, che prese il nome di Sua Altezza Serenissima il Principe Giorgio I. Venne anche approvata una costituzione, che prevedeva un sistema politico basato su una monarchia costituzionale.
Nonostante la dichiarazione di indipendenza, il governo italiano non riconobbe il Principato di Seborga come uno stato sovrano e continuò a considerare Seborga come un comune italiano. Tuttavia, i cittadini di Seborga mantennero la loro autonomia locale, organizzando una propria amministrazione e celebrando le proprie tradizioni e feste.
Negli anni successivi, il Principato di Seborga attirò l'attenzione dei media italiani e internazionali, diventando una sorta di curiosità storica e politica. Il principe Giorgio I mantenne il suo ruolo per molti anni, diventando un personaggio famoso e molto amato dalla popolazione locale.
Nel 1995, il principe Giorgio I morì e venne succeduto dal suo erede, il principe Marcello I che ha poi abdicato nel 2019, gli è succeduta Nina Menegatto come "Principessa Nina".
Il Principato di Seborga continuò a esistere come entità simbolica e culturale, ma non riuscì mai a ottenere il riconoscimento ufficiale come stato sovrano.
Oggi, Seborga è una meta turistica popolare, che attira visitatori da tutto il mondo con la sua storia, il suo borgo medievale, le sue tradizioni e la bellezza dei suoi paesaggi. La dichiarazione di indipendenza e la creazione del Principato di Seborga rappresentano un episodio curioso e affascinante della storia e della cultura italiana.
domenica 19 novembre 2023
Salone Nautico di Genova 2023
mercoledì 21 giugno 2023
Ricette liguri - Sgabei alla savonese
Gli sgabei alla savonese sono un piatto tradizionale della cucina ligure, originario della città di Savona.
L'uso degli sgabei si è poi diffuso nell'entroterra ligure, incluso Savona, dove sono diventati un piatto tipico della tradizione culinaria locale. Nel corso del tempo, la ricetta degli sgabei si è evoluta e sono state apportate alcune modifiche.
Gli sgabei alla savonese sono diversi dagli sgabei di altre zone della Liguria, come quelli di Genova, per esempio. La differenza principale sta nella forma e nella consistenza. Gli sgabei alla savonese sono solitamente tagliati a strisce o rettangoli e hanno una consistenza morbida e leggermente soffice all'interno, mentre quelli di altre zone possono essere più simili a frittelle o gnocchi.
Oggi, gli sgabei alla savonese sono considerati una specialità locale e sono spesso serviti come antipasto o accompagnamento durante i pasti. Vengono gustati caldi e possono essere accompagnati da una varietà di condimenti, come salumi, formaggi, salse o pesto genovese.
Gli sgabei alla savonese rappresentano quindi una parte importante della tradizione culinaria di Savona e della cultura ligure, portando con sé la storia e le radici di questa regione marittima.
500 g di farina 00
· 1 bustina di lievito di birra
· 1 cucchiaino di zucchero
· 1 cucchiaino di sale
· 300 ml di acqua tiepida
· Olio di semi di girasole per friggere
Preparazione:
1. In una ciotola, sciogli il lievito di birra in acqua tiepida con lo zucchero. Lascia riposare per circa 10 minuti finché si forma una schiuma sulla superficie.
2. In una ciotola più grande, mescola la farina e il sale. Aggiungi il lievito attivato e l'acqua. Mescola bene fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo.
3. Copri l'impasto con un panno pulito e lascia lievitare in un luogo caldo per circa 1-2 ore, o finché raddoppia di volume.
4. Una volta lievitato, riscalda abbondante olio di semi di girasole in una pentola o in una friggitrice fino a raggiungere la temperatura di circa 180°C.
5. Prendi l'impasto e con le mani leggermente infarinate, stendilo su una superficie di lavoro fino ad ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro.
6. Taglia l'impasto in rettangoli o strisce di circa 5-7 cm di lunghezza e 3 cm di larghezza.
7. Friggi gli sgabei pochi pezzi per volta nell'olio caldo fino a quando diventano dorati e croccanti. Scolali con una schiumarola e adagiali su un piatto foderato con carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
8. Servi gli sgabei caldi come antipasto o accompagnamento. Possono essere gustati da soli o con accompagnamenti come salumi, formaggi, olio d'oliva, salsa di pomodoro o pesto genovese.
Gli sgabei alla savonese sono una delizia da gustare durante una visita a Savona o per ricreare un pezzo di tradizione ligure a casa tua. Buon appetito!
martedì 28 marzo 2023
Ricette liguri - la focaccia di Recco
La focaccia di Recco è una specialità culinaria originaria della cittadina di Recco, in provincia di Genova . Si tratta di una focaccia a base di pasta filante e sottile, farcita con formaggio fresco a pasta filata, chiamato prescinseua, simile alla mozzarella.
La sua storia risale almeno al XVI secolo, quando la ricetta fu creata dalle massaie locali, che impastavano il prescinseua con acqua, farina e olio per formare una sfoglia sottile e croccante, cuocendola poi nei forni a legna. Originariamente la focaccia di Recco era preparata solo in occasione di eventi speciali, come matrimoni e feste patronali.
Nel corso del tempo, la focaccia di Recco divenne sempre più popolare e si diffuse anche in altre regioni italiane, diventando un piatto rinomato e apprezzato in tutta Italia. Nel 2017 è stata riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale italiano dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Oggi la focaccia di Recco viene preparata da panifici e ristoranti in tutta Italia e all'estero, ma la sua ricetta originale è ancora custodita gelosamente dalle famiglie di Recco e dai loro discendenti, che continuano a tramandare l'arte della sua preparazione di generazione in generazione.
Ingredienti:
· 300 g di farina di semola rimacinata
· 300 g di stracchino fresco
· 50 g di burro
· 100 ml di acqua tiepida
· sale q.b.
1. Iniziate preparando l'impasto per la focaccia di Recco: setacciate la farina di semola in una ciotola e aggiungete un pizzico di sale. Se preferite una focaccia più morbida, potete sostituire una parte della farina di semola con farina 00 o farina per pizza.
2. Sciogliete il burro a bagnomaria o nel microonde e unitelo alla farina, mescolando bene con una forchetta.
3. Aggiungete l'acqua tiepida e mescolate con una forchetta fino a formare un impasto omogeneo. Se necessario, aggiungete un po' d'acqua o di farina per regolare la consistenza dell'impasto.
4. Trasferite l'impasto su una spianatoia infarinata e impastate energicamente per circa 10-15 minuti, fino a quando risulterà liscio ed elastico. Coprite l'impasto con un canovaccio umido e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente.
5. Nel frattempo, sbriciolate lo stracchino fresco con le mani in una ciotola, fino a renderlo ben sbriciolato e privo di grumi.
6. Riscaldate il forno a 250°C, in modalità ventilato se possibile.
7. Prendete l'impasto e dividetelo in due parti uguali. Con il matterello, stendete ogni parte di impasto su un piano infarinato, fino ad ottenere un disco molto sottile di circa 30 cm di diametro.
8. Trasferite il primo disco di pasta su una teglia da forno rivestita di carta da forno e distribuitevi sopra lo stracchino fresco sbriciolato, lasciando un bordo libero di circa 2 cm. Il segreto per una buona focaccia di Recco è di utilizzare stracchino fresco di alta qualità, con una consistenza cremosa ma non liquida.
9. Coprite il tutto con il secondo disco di pasta, sigillando bene i bordi. Bucherellate la superficie con i rebbi di una forchetta, in modo da permettere all'umidità di fuoriuscire durante la cottura.
10. Infornate la focaccia di Recco per circa 5-7 minuti, fino a quando risulterà dorata e croccante. La cottura della focaccia richiede molta attenzione, poiché la pasta è molto sottile e tende a cuocere molto rapidamente. Il tempo di cottura può variare in base alla potenza del vostro forno, alla quantità di stracchino utilizzato e alla consistenza dell'impasto.
11. Servite subito, tagliando la focaccia a fette con una rotella da pizza.
mercoledì 22 marzo 2023
10 cose da vedere a Genova
Genova è una città ricca di storia e cultura, situata nella regione della Liguria, nel nord-ovest dell'Italia. La città si estende tra il mare e le colline e offre una vasta gamma di attrazioni turistiche, dalle sue famose chiese e palazzi storici alle sue strette stradine del centro storico, passando per il Porto Antico rinnovato di recente e il famoso Acquario. In questo articolo, esploreremo 10 delle attrazioni più popolari di Genova, raccomandate per tutti i visitatori.
La ristrutturazione del Porto Antico di Genova è stata progettata dall'architetto italiano Renzo Piano negli anni '90. Il progetto ha trasformato l'antico porto in un moderno centro culturale e turistico.
Il design di Piano si concentra sull'integrazione del porto con la città circostante. Il porto è stato riorganizzato per creare un lungomare pedonale con una vista panoramica sul mare e sulla città.
Oggi, il Porto Antico di Genova è una meta molto popolare sia per i residenti che per i turisti. Presenta una vasta gamma di attrazioni, tra cui l'Acquario di Genova, il Galata Museo del Mare, il Bigo panoramico, la Biosfera e la Città dei Bambini.
La facciata della cattedrale è caratterizzata da un maestoso portale in marmo bianco e nero, sormontato da una grande rosa a sei punte. L'interno è a tre navate, con colonne in marmo che dividono gli spazi. La cattedrale è famosa per le sue opere d'arte, tra cui il Crocifisso di Andrea Sansovino e le tele di Luca Cambiaso.
Una delle parti più interessanti della cattedrale è la cripta, accessibile dal lato sinistro dell'altare maggiore, dove si possono ammirare i resti di antiche basiliche paleocristiane risalenti al V e VI secolo. Altri punti salienti includono la cappella di San Giovanni Battista, la cappella di San Lorenzo e la cappella del Sacramento.
La Cattedrale di San Lorenzo è una delle attrazioni più importanti di Genova ed è visitata ogni anno da migliaia di turisti e pellegrini provenienti da tutto il mondo.
Il complesso di palazzi dei Rolli è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2006 e rappresenta un esempio eccezionale dell'architettura civile della città di Genova.
Tra i palazzi più noti del complesso si possono citare il Palazzo Podestà, il Palazzo della Prefettura, il Palazzo Rosso, il Palazzo Bianco, il Palazzo Doria Tursi e il Palazzo Reale. Ogni palazzo è caratterizzato da una facciata monumentale, con ornamenti barocchi, affreschi, stucchi e dipinti.
Il Palazzo dei Rolli è una delle attrazioni più importanti di Genova ed è visitato ogni anno da numerosi turisti e appassionati di storia e architettura. Grazie alla sua importanza storica e culturale, il complesso dei palazzi è spesso utilizzato per ospitare mostre, eventi e manifestazioni culturali.
via Garibaldi è nota per i suoi palazzi storici, molti dei quali risalgono al XVI secolo. I palazzi furono costruiti in stile rinascimentale e barocco, e furono utilizzati come residenze private dai mercanti genovesi. Tra i palazzi più famosi si possono citare il Palazzo Rosso, il Palazzo Bianco e il Palazzo Doria Tursi.
Oggi, molti dei palazzi di via Garibaldi sono aperti al pubblico come musei o gallerie d'arte. Il Palazzo Rosso, ad esempio, ospita una collezione di opere d'arte italiane ed europee dal XV al XVIII secolo, mentre il Palazzo Bianco è famoso per la sua collezione di dipinti fiamminghi e olandesi. Il Palazzo Doria Tursi, invece, ospita la sede del comune di Genova e una vasta collezione di strumenti musicali antichi.
via Garibaldi è una delle strade più suggestive di Genova e offre ai visitatori la possibilità di immergersi nell'atmosfera storica della città. La strada è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2006, insieme al Palazzo dei Rolli, come esempio eccezionale dell'architettura civile della città di Genova.
Il museo è diviso in diversi percorsi espositivi, che permettono ai visitatori di scoprire la storia di Genova e dei suoi personaggi più illustri, come i Dogi e i Savoia. Tra le opere più importanti presenti nel museo si possono citare i dipinti di Luca Giordano, Giovan Battista Carlone, Orazio Gentileschi e Bernardo Strozzi. Inoltre, il museo ospita anche una vasta collezione di porcellane, tra cui alcune opere realizzate dalla Manifattura di Capodimonte.
Uno dei punti salienti del museo è la Sala del Trono, con il suo soffitto affrescato e il trono settecentesco dei Savoia. Altri spazi degni di nota includono la Sala delle Udienze, la Sala degli Specchi, la Sala del Camino e la Sala delle Stagioni.
Il Museo di Palazzo Reale è una delle attrazioni culturali più importanti di Genova ed è visitato ogni anno da numerosi turisti e appassionati di arte e storia. Grazie alla vastità della sua collezione, il museo offre ai visitatori una visione completa della storia e della cultura della città di Genova.
Il MAO è dedicato all'arte e alla cultura dell'Asia, e in particolare della Cina, del Giappone e dell'India. Il museo è diviso in diverse sezioni, ognuna delle quali presenta una vasta gamma di opere d'arte, oggetti e manufatti di grande valore storico e culturale.
Tra le sezioni più interessanti del museo c'è quella dedicata all'arte cinese, che presenta una vasta collezione di oggetti e manufatti risalenti a diverse epoche storiche. In questa sezione si possono ammirare antiche ceramiche, dipinti su seta e pergamena, e oggetti di uso quotidiano come pentole, utensili da cucina e strumenti agricoli.
La sezione giapponese del museo presenta invece una vasta collezione di oggetti d'arte, tra cui dipinti su carta e seta, antiche armi e armature samurai, e oggetti di ceramica e porcellana.
Infine, la sezione indiana del museo presenta una vasta gamma di opere d'arte, tra cui sculture in pietra e bronzo, manoscritti antichi, dipinti su seta e pergamena, e tessuti decorati.
l'Acquario è diviso in diverse sezioni tematiche che ospitano oltre 15000 animali di oltre 400 specie diverse, tra cui delfini, squali, pinguini e pesci tropicali.
L'Acquario di Genova offre ai visitatori la possibilità di immergersi in un mondo sottomarino, con la presenza di specie rare e spettacolari come i delfini, le orche, le tartarughe marine e gli squali. Il percorso espositivo si snoda attraverso una serie di vasche e acquari tematici, come il padiglione delle meduse, la grande barriera corallina, il tunnel sottomarino, la vasca delle foche e la vasca dei pinguini.
Inoltre, l'Acquario di Genova ha anche un importante ruolo nella conservazione delle specie marine e della biodiversità. Il centro di ricerca dell'acquario si occupa di studiare e monitorare le specie ospitate nell'acquario, con l'obiettivo di promuovere la conoscenza e la salvaguardia degli ecosistemi marini.
L'Acquario di Genova è una delle attrazioni più visitate della città e offre ai visitatori un'esperienza unica e emozionante, soprattutto per i più piccoli. Con la sua vasta collezione di specie marine e la sua attenzione per la ricerca e la conservazione, l'acquario rappresenta un importante punto di riferimento per la cultura e la scienza del mare.
Il percorso espositivo si snoda attraverso diverse sezioni tematiche, che permettono ai visitatori di scoprire la storia della navigazione, della pesca, dell'industria marittima e della vita a bordo delle navi. Tra le sezioni più interessanti del museo si possono citare la ricostruzione di una nave mercantile del XVIII secolo, la sala delle macchine, la sala dei motori e la mostra sui sommergibili.
Il Museo Galata del Mare è inoltre dotato di una sezione dedicata ai bambini, con attività e laboratori didattici che permettono ai più piccoli di imparare in modo divertente e interattivo. Il museo organizza inoltre visite guidate, eventi e mostre temporanee sulla storia e la cultura del mare.
Il percorso espositivo del Castello d'Albertis offre ai visitatori una vasta collezione di oggetti provenienti da tutto il mondo, raccolti dal d'Albertis durante i suoi viaggi intorno al globo. Tra gli oggetti esposti ci sono reperti archeologici, strumenti di navigazione, mappe, documenti e fotografie, che testimoniano la vita e le culture delle popolazioni indigene di Asia, Africa, Oceania e America.
Il castello è inoltre arricchito da una vasta biblioteca, che contiene numerosi testi e documenti storici sulle esplorazioni, sulla navigazione e sulla cultura del mare. All'interno del castello si trova anche un giardino botanico, con una vasta collezione di piante esotiche e tropicali provenienti da tutto il mondo.
Il Castello d'Albertis è una delle attrazioni più interessanti di Genova, sia per la sua architettura storica sia per la sua vasta collezione di oggetti e documenti provenienti da tutto il mondo. Il museo è visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, e organizza inoltre visite guidate e laboratori didattici per i più piccoli.
La Passeggiata Anita Garibaldi è caratterizzata dalla presenza di numerosi giardini, parchi pubblici e monumenti storici. Tra le principali attrazioni della passeggiata si possono citare la Villa Grimaldi-Fassio, la Villa Saluzzo Bombrini, il Parco di Nervi e il Castello Mackenzie.
La passeggiata è molto frequentata dagli abitanti di Genova e dai turisti, che possono godere di una splendida vista panoramica sul mare e sulle colline circostanti. Il percorso della passeggiata è inoltre accessibile a piedi, in bicicletta o in scooter elettrico, rendendola una meta ideale per una piacevole passeggiata all'aria aperta.
In sintesi, Genova offre una vasta gamma di attrazioni turistiche che soddisfano i gusti di tutti i visitatori. La città è ricca di storia e cultura, e il suo patrimonio architettonico e artistico è davvero unico. Chiunque visiti Genova non dovrebbe perdere l'occasione di esplorare il suo centro storico, visitare il porto antico, ammirare i palazzi nobiliari e visitare i numerosi musei e attrazioni.
lunedì 27 febbraio 2023
Fortezza del Priamar
La storia della Fortezza del Priamar ha le sue origini nel XVI secolo, quando il Ducato di Savoia decise di costruire un complesso fortificato per difendere la città dagli attacchi dei pirati. La costruzione della fortezza fu affidata all'architetto militare genovese Giovanni Maria Olgiati e iniziò nel 1542.
La Fortezza del Priamar fu costruita su un promontorio roccioso che domina il porto di Savona. La sua posizione strategica ne fece una importante base militare e un punto di riferimento per la difesa della città. La fortezza si estende su un'area di circa 30.000 metri quadrati ed è caratterizzata da mura spesse e torri di difesa.
Tra le torri principali della Fortezza del Priamar si possono citare la Torre del Popolo, la Torre dei Cavalieri, la Torre del Comando e la Torre della Polveriera. Ogni torre aveva una specifica funzione difensiva e costituiva un importante punto di osservazione per la sorveglianza del territorio circostante.
Nel corso dei secoli, la Fortezza del Priamar subì diversi interventi di ristrutturazione e ampliamento. Nel XVIII secolo furono costruite nuove caserme e magazzini per le truppe, mentre nel XIX secolo furono aggiunti i bastioni perimetrali e i fossati.
Dopo la sua funzione militare, la Fortezza del Priamar ha ospitato varie istituzioni, tra cui un ospedale e un carcere. Attualmente, è utilizzata come centro culturale e ospita mostre, concerti e spettacoli teatrali.
La Fortezza del Priamar rappresenta un importante esempio di architettura militare rinascimentale in Italia. La sua struttura è stata progettata per resistere agli attacchi e garantire la sicurezza della città di Savona. La fortezza è stata realizzata con materiali di alta qualità, come la pietra calcarea, il marmo e il tufo, che ne garantiscono la solidità e la resistenza alle intemperie e ai possibili attacchi.
La muratura della Fortezza del Priamar è stata realizzata con la tecnica del filaretto, una tecnica di costruzione in cui le pietre vengono tagliate in modo da adattarsi perfettamente tra loro. Questa tecnica conferisce alle mura della fortezza una maggiore resistenza e solidità.
La Fortezza del Priamar è stata costruita in modo da garantire una difesa a più livelli. Oltre alle mura spesse e alle torri di difesa, la fortezza era dotata di un sistema di fossati e ponti levatoi, che rendevano difficile l'accesso al complesso fortificato.
La Fortezza del Priamar rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della città di Savona e della regione della Liguria. Visitare la fortezza permette di immergersi nella storia della regione e di ammirare la maestosità dell'architettura militare rinascimentale italiana.
Oltre alle visite guidate, la Fortezza del Priamar ospita anche mostre ed eventi culturali di vario genere. Tra le mostre ospitate dalla fortezza si possono citare quelle dedicate all'arte contemporanea, alla storia della città di Savona e alla cultura ligure.
Inoltre, la Fortezza del Priamar è stata anche scelta come location per alcune produzioni cinematografiche. Tra i film girati nella fortezza si possono citare "Il Gattopardo" di Luchino Visconti e "Il Cartello" di Ridley Scott.
Oltre alla sua importanza storica e culturale, la Fortezza del Priamar rappresenta anche un importante patrimonio ambientale. La sua posizione sulla costa ligure offre una vista panoramica sul mare e sui paesaggi circostanti, rendendola una meta ideale per gli amanti della natura e delle passeggiate all'aria aperta.
In conclusione, la Fortezza del Priamar rappresenta un importante simbolo della storia e della cultura della regione della Liguria. La sua imponente struttura, la sua posizione strategica e i suoi materiali di alta qualità ne fanno un esempio significativo di architettura militare rinascimentale italiana. La fortezza rappresenta una meta ideale per chi vuole immergersi nella storia e nella cultura della regione, e offre una vista panoramica spettacolare sulla costa ligure.
venerdì 17 febbraio 2023
Storia di Savona
La città di Savona si trova sulla costa della Liguria, una
regione del nord-ovest dell'Italia. La città ha origini antiche che risalgono
all'epoca preistorica, quando la regione era abitata da tribù di Liguri, un
antico popolo indoeuropeo. Nel corso dei secoli, la Liguria è stata conquistata
da diversi popoli, tra cui i Romani, i Bizantini e i Longobardi.
L'origine del nome "Savona" non è completamente
chiara e non esiste un'ipotesi accettata universalmente. Tuttavia, ci sono
alcune teorie che cercano di spiegare l'etimologia del nome.
Secondo una delle teorie più diffuse, il nome
"Savona" deriverebbe dal termine latino "Sabaudia", che
indicava la zona della Liguria dove vivevano i Sabaudi, una popolazione celtica
che si insediò nella regione in epoca antica. In particolare, si pensa che il
nome "Sabaudia" derivi dal termine celtico "sabauda", che
significa "luogo delle piante di betulla".
Un'altra teoria, meno accreditata ma comunque presente,
ipotizza invece che il nome "Savona" derivi dal termine latino
"sabulum", che significa "ghiaia". Secondo questa ipotesi,
il nome farebbe riferimento alla posizione della città, che si trova sulla riva
del mare e sarebbe stata costruita su una zona ricca di ghiaia.
Durante l'epoca romana, Savona fu un importante porto per il commercio di grano e altri prodotti. La città era situata sulla Via Aemilia Scauri, una delle principali vie di comunicazione dell'epoca romana, che collegava il porto di Savona con altre importanti città della regione come Genova, Piacenza e Roma.
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la città di
Savona fu conquistata dai Goti e poi dai Bizantini, che la utilizzarono come
base per le loro flotte navali. Nel IX secolo, la città passò sotto il
controllo dei Longobardi e poi dei Franchi, che la integrarono nel loro sistema
di difesa contro i Saraceni, i pirati che infestavano il Mediterraneo.
Nel XII secolo, la città di Savona divenne parte della
Repubblica di Genova, una delle principali potenze marittime dell'epoca. La
città divenne un importante porto navale e commerciale, e la Repubblica di
Genova utilizzò Savona come base per le sue flotte navali e per il commercio di
merci tra l'Italia e l'Oriente. Durante questo periodo, la città di Savona fu
fortificata con mura e torri di difesa, che sono ancora visibili oggi.
Nel corso dei secoli successivi, la città di Savona ebbe
alti e bassi. Nel XVI secolo, la città fu devastata dalla peste e subì la
dominazione spagnola. Nel XVIII secolo, la città fu sotto il controllo dei
Savoia, che la ampliarono e la modernizzarono con la costruzione di nuovi
edifici pubblici e di importanti infrastrutture come il porto.
Durante il XIX secolo, la città di Savona divenne un
importante centro per l'industria tessile e metallurgica. La città ospitava
numerose fabbriche che producevano tessuti, tessuti di lana e di cotone, e
ferro e acciaio per la costruzione di navi e macchinari industriali.
Nel XX secolo, la città di Savona subì diversi bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma riuscì a ricostruirsi e modernizzarsi negli anni successivi. Oggi, la città di Savona è una città moderna e vivace, con una popolazione di circa 62.000 abitanti. La città ha una forte economia basata sull'industria, sul turismo e sul commercio. Il porto di Savona è uno dei più importanti del Mediterraneo ed è una delle principali vie di comunicazione per il commercio di merci tra l'Italia e il resto del mondo.
La città di Savona è anche una meta turistica molto
popolare, grazie alla sua posizione sulla costa della Liguria, alle sue
spiagge, ai suoi parchi e ai suoi monumenti storici. Tra le principali
attrazioni turistiche della città, troviamo il Duomo di Savona, un imponente
edificio religioso risalente al XII secolo, la Fortezza del Priamar, una
fortezza militare del XVI secolo che ospita un importante museo archeologico, e
il Palazzo dei Pavoni, un elegante palazzo nobiliare del XVIII secolo.
La città di Savona è anche famosa per le sue tradizioni
gastronomiche, che includono piatti a base di pesce, come la buridda, una zuppa
di pesce tradizionale, e il baccalà, un piatto a base di merluzzo essiccato. La
città produce anche un vino locale chiamato Pigato, che è un vino bianco secco
e aromatico.
La città di Savona ha subito diversi cambiamenti nel corso
dei secoli, ma ha sempre mantenuto la sua identità e la sua cultura uniche.
Oggi, la città è un importante centro economico e culturale della regione della
Liguria, e continua ad attirare visitatori da tutto il mondo grazie alla sua
storia, alle sue tradizioni e alla sua bellezza naturale.
giovedì 9 febbraio 2023
Chiesa di San Lorenzo a Genova
La
Chiesa di San Lorenzo a Genova è un edificio di culto situato nel cuore del
centro storico della città e risale al V secolo. La sua storia è molto antica e
si dice che fosse la prima chiesa cristiana della città. La struttura attuale
risale al XV secolo, quando la chiesa fu ampliata e restaurata per la prima
volta.
Il 9 febbraio 1941, durante la Seconda Guerra Mondiale, la città di Genova fu oggetto di un violento bombardamento aereo da parte dell'aviazione britannica. Durante questo attacco, molte zone della città subirono danni e distruzioni, tra cui la chiesa di San Lorenzo.
La chiesa, che risale al XIII secolo e rappresenta uno dei principali monumenti della città, subì gravi danni a causa del bombardamento. La facciata principale della chiesa crollò, insieme al campanile, e il tetto subì diversi danni. L'interno della chiesa fu gravemente danneggiato, con la perdita di molti degli affreschi e delle opere d'arte che la decoravano.
L'attacco aereo alla città di Genova fece parte di una serie di operazioni militari mirate a distruggere le infrastrutture e le risorse industriali della città, considerate un obiettivo strategico per l'economia italiana durante la guerra. La chiesa di San Lorenzo, purtroppo, fu colpita come molte altre strutture storiche e culturali della città, subendo danni irreparabili.
Nonostante i danni subiti, la chiesa di San Lorenzo fu ricostruita negli anni successivi alla guerra, grazie all'impegno della comunità genovese e all'aiuto del governo italiano.
Le dimensioni della Chiesa di Lorenzo sono davvero imponenti e sorprendenti. La lunghezza della chiesa misura circa 65 metri, mentre la larghezza misura circa 20 metri. La facciata barocca, che risale al XVIII secolo, è alta circa 40 metri e si distingue per la sua maestosità e la sua eleganza.
L'interno
della chiesa è molto spazioso e luminoso, con un'altezza che raggiunge i 20
metri. La navata centrale è molto larga e ariosa, e i pilastri e le colonne
interne sono in marmo verde e bianco, creando un contrasto molto elegante con
il resto della chiesa. Il soffitto è anche molto elaborato e decorato con
affreschi e motivi in legno.
I
materiali utilizzati per la costruzione della Chiesa di San Lorenzo sono
molteplici e naturali, come marmo, pietra, legno e altri materiali. La facciata
barocca è in marmo bianco, con alcune decorazioni in pietra, mentre le colonne
interne sono in marmo verde. Il soffitto è molto elaborato, con affreschi e
motivi in legno.
La
Chiesa di San Lorenzo è considerata un esempio di architettura barocca e un
luogo di culto molto importante per la città di Genova e per la comunità
cattolica locale. Oltre ad essere un importante luogo di culto, la chiesa è
anche un esempio di architettura e di arte, con molti dipinti, sculture e altri
elementi di interesse storico e culturale.
In generale, la Chiesa di San Lorenzo è un luogo molto visitato
e amato dai turisti e dalla popolazione locale, e rappresenta una parte
importante della storia e della cultura di Genova.





















